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venerdì 22 luglio 2011

COMPASSIONE O COMMISERAZIONE...

Compassione...
nata dal mare, figlia degli abissi di un cuore mosso a pietà di chi soffre e di chi ha dolore.

E' sinonimo di pietà ma anche di commiserazione,un'offesa se fatta con sufficienza senza dare giusta importanza a quel gesto di umana comprensione,di dolce consolazione.

Siamo assuefatti, agli occhi tristi di figli di immigrati, sotto il sole cocente, lì fermi,
bloccati per ore di infiniti giorni, che s'inseguono troppo lenti.

Passiamo, ormai, indifferenti, apatici a guardare, le solite gesta ai semafori rossi e nelle vicine locande intorno alle nostre tavole imbandite di ogni bene.

...E si...pensiamo tutti...Bravi!! San ben recitare la loro parte, attori mesti di un dramma cui vorrebbero astenersi...

Ma nè genitori, nè patria da cui nascere possiamo scegliere!

Il loro sguardo perso, accarezza l'Eldorado che si palesa davanti come l'oro...,
assente la luce, non può brillare e non vuol capire,

perchè è figlio di clandestini, perchè non ama, non pensa, non piange...
Cesare Quinto Copyright

e come me non ride.

6 commenti:

  1. ...quanta verità in questo Tuo scritto...un abbraccio e un raggio di Sole Costy..a presto..
    Dandelìon

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  2. Già... difficile conciliare diffidenza e condivisione.

    Un abbraccio

    Costy

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  3. Presupposti, modi di vita diversi... strade parallele che pur tra mille difficoltà procedono, appunto senza mai incontrarsi e fondersi. Quel "non riso" fa di due volti un'unica maschera, punto in comune di due umanità vittime della diffidenza.
    Brava, Costy! Ci "costringi" a riflettere e questa è gran cosa.

    Un abbraccio sincero.
    Mary

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  4. Hai messo il dito in una piaga profonda. Spesso anch'io mi accorgo che, malgrado una solidarietà di principio, non faccio abbastanza in concreto, per questi nostri fratelli, sorelle, figli... in difficoltà.
    Grazie per averlo ricordato
    a presto

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  5. @Mary..
    cara amica mi fa male e tanto vedere i bambini soprattutto che vengono privati della loro infanzia solo perchè appartengono a culture o a società che li costringono in un certo senso a vivere in questo modo.
    La nostra indifferenza è acuita ancor di più dalla paura e nemmeno quando dal cuore vogliamo prostrarci con umiltà tiriamo in dentro le nostre mani..così è più semplice..meno complicazioni.
    Però il cuore si spezza ogni volta.

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  6. @wiska
    La solidarietà è sempre vanificata dall'amplificazione di notizie e fatti di cronaca che ormai ci ha resi cinici. Prima era così bello..passavano tanti per le strade e si fermavano a mangiare..chiedevano degli abiti o delle coperte e si cercava tra i vicini tutto ciò che era possibile dare. Mai con carità ma con sincera condivisione pensando che ognuno di noi poteva e può essere povero e disadattato. Restiamo umani ..diceva Vittorio Arrigoni ed io aggiungo malgrado tutto.

    Costy

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